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L'ACUFENE

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Per acufene s'intende un disturbo costituito da rumori che, sotto diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni, ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o, in generale, nella testa, senza che vi sia uno stimolo acustico. Questi rumori si originano all'interno dell'apparato uditivo ma, alla loro prima comparsa, vengono erroneamente associati a suoni provenienti dall'esterno.

L'acufene non è una malattia ma un sintomo e può avere un'origine multifattoriale, ovvero causata non unicamente dall'orecchio ma anche da altre parti dell'organismo.
L'insorgere dell'acufene può essere causato, ad esempio, dalle malattie più comuni dell'orecchio come infezioni virali o batteriche, otite, otosclerosi, timpanosclerosi e sordità genetiche, ma anche da altri piccoli malfunzionamenti come problemi di articolazione cervicale o temporomandibolare o di postura, e problemi odontoiatrici. Inoltre l'acufene è stato associato agli effetti tossici collaterali di alcuni farmaci.

Il problema legato a questa sintomatologia è che l'acufene, pur essendo un parametro misurabile con prove audiometriche di acufenometria, dipende in gran misura da elementi soggettivi e in alcuni casi può risultare talmente fastidioso da influire sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Sebbene nalla maggiorparte dei casi l'organo che genera il suono dell'acufene sia l'orecchio, il suo mantenimento è provocato dal cervello che sviluppa un'attenzione selettiva a questo suono, riproducendolo e autogenerandolo, anche se la sua causa di partenza è stata rimossa.
Questo non significa però che l'acufene non possa essere curato: il sistema uditivo e il cervello, grazie alla plasticità cerebrale presente a qualsiasi età, hanno ottime capacità di ri-equilibrare gli scompensi creati dall'acufene e soprattutto di riprogrammarsi e abituarsi all'acufene stesso, fino a dimenticarsene.

Tra la popolazione priva di difetti uditivi, circa un soggetto su dieci soffre o ha sofferto di acufene; nella popolazione con ipoacusia, invece, questa percentuale sale a circa il 50%.